Crisi: 42 fallimenti al giorno da inizio anno

cervedStando alle analisi compiute dal gruppo Cerved, da inizio anno ad oggi il numero dei fallimenti giornalieri è stato pari a 42.

Secondo le proiezioni della stessa analisi, entro fine anno il volume delle imprese fallite potrebbe superare quota 15 mila unità, andando così a conferire al fenomeno un tratto ancora più drammatico di quanto si potesse immaginare.

Complessivamente, segnala ancora Cerved, nel corso dei primi tre mesi dell’anno il numero dei fallimenti ha scavalcato quota 3.500 unità, con un incremento del 12,2 per cento su base annua. Nelle settimane successive, tuttavia, il ritmo di nuove dichiarazioni di fallimento è andando ulteriormente a peggiorare, toccando quota 5.279 default, in incremento del 16,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012: in altri termini, da inizio anno ad oggi, sabato e domeniche inclusi, il numero degli imprenditori costretti a portare i libri in tribunale è stato pari a 42 unità.

Numeri drammatici, dicevamo, che tuttavia non sono certo sorprendenti, visto e considerato che i numeri attuali dell’economia italiana non lasciano presagire nulla di buono.

A quanto sopra, si aggiunga che – scomponendo i numeri del gruppo Cerved tra il mese di gennaio e quello di marzo – un ulteriore dato sembra conferire nuova preoccupazione: il netto peggioramento delle regioni che fino a poco tempo fa erano considerate le locomotive dell’economia italiana, con un incremento dei fallimenti pari al 35,3 per cento in Emilia Romagna, del 23,8 per cento in Lombardia e del 22,6 per cento in Veneto.

Proprio questo ultimo dato sembra allarmare Cerved, con l’amministratore delegato Giannandrea De Bernarndis che afferma come la corsa dei fallimenti nel Nord vada letta alla luce del diverso mix del settore merceologico, andandosi così a sovrapporre alle nuove difficoltà nell’industria, che nel 2012 era riuscita a riprendersi grazie all’export.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.