Un terzo delle imprese chiude per ritardo nei pagamenti

chiusura impreseIl vice presidente della commissione europea Antonio Tajani, in compagnia dei deputati al parlamento europeo Raffaele Baldassarre e Francesco De Angelis, al presidente Ansi Massimiliano Alfieri, al presidente di Piccola Industria – Confindustria, Vincenzo Boccia, al presidente di Ance Paolo Buzzetti e al portavoce di Rete Imprese Italia e presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, hanno partecipato al recente convegno “L’Europa dice basta ai ritardi di pagamento”.

Un evento che ha avuto – quale argomento protagonista – la necessità di imporre l’attuale azione di regole certe contro il fenomeno dei frequenti ritardi di pagamento, garantendo così delle iniziative certe che possano garantire l’accesso ai capitali, consentendo così alle imprese – e in particolar modo a quelle di più piccole dimensioni – di potersi impiegare con maggior convenzione nell’innovazione e nella creazione di nuova occupazione.

In merito ai “tempi certi” per i pagamenti, nel convegno si è fatto il punto sulla nuova direttiva europea 2011/7/EU, relativa proprio alla lotta contro i ritardi di pagamento, che l’Italia ha recepito lo scorso mese di gennaio. La direttiva è relativa all’introduzione dell’obbligo per le pubbliche amministrazioni di pagare i propri fornitori entro 30 giorni (o 60 in alcune ipotesi specifiche). Se così non fosse, le pubbliche amministrazioni sarebbero costrette a pagare degli interessi – a titolo di sanzione di mora – pari all’8 per cento: un deterrente che dovrebbe indurre gli enti pubblici a rispettare tale termine, aiutando in tal modo i propri fornitori a ottenere la giusta liquidità in tempi “ragionevoli”.

È proprio il ritardo nei pagamenti ad avere un effetto estremamente drammatico sulle imprese europee creditrici, costrette ad accumulare debito per controbilanciare il mancato incasso delle fatture, anche e soprattutto nei confronti delle pubbliche amministrazioni. A margine del convegno, in proposito, è emerso che un terzo dei fallimenti sarebbero proprio causati da ritardi nei pagamenti.

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